N. 14 - Gennaio 2008
Rivista diretta da Giovanni Lancellotti e Alberto LorenziniEditoriale.
Giovanni Lancellotti e Alberto Lorenzini.
Anche il numero 14 è arrivato a destinazione.
Come sempre questa piccola rivista (ma comunque sentita, pensata e voluta con
cuore aperto e partecipazione emotiva) vuole aprire un dibattito che per i curatori
è importante, anche se circoscritto ai falsamente modesti e ristretti lettori
manzoniani.
Il “fondo” di questo numero è nuovamente dedicato a Owen Renik: Desiderio
e potere nell’intervento psicoanalitico. La volta scorsa abbiamo ospitato
un articolo incentrato sul metodo della self-disclosure e questa volta
presentiamo un testo che sviluppa un’altra applicazione, o forse è meglio dire
una conseguenza della prospettiva relazionale in psicoanalisi. Là si trattava
di ridefinire la questione della neutralità dello psicoanalista e del suo ruolo
passivo di schermo per le proiezioni del paziente, qui si tratta di mettere
in questione il potere dell’analista e i desideri del paziente, all’interno
della relazione terapeutica. Vedrete in atto la dialettica che si svolge fra
queste due componenti psicologiche e il significato della redistribuzione di
esse fra i due partner della coppia psicoanalitica. Il testo fu letto personalmente
da Renik a Roma il 20 novembre 2004 nel corso di un seminario incontro-confronto
della SIPRe. In quella occasione incontrai Renik per la prima volta e rimasi
davvero impressionato dalla carica comunicativa dell’uomo, oltre che dalle sue
parole. Fisicamente, Renik ha l’aspetto di un boscaiolo e tutto in lui emana
un senso di straordinaria autenticità.
Negli strumenti del vedere, Alberto Lorenzini presenta alcune riflessioni scaturite
da una rilettura dell’Introduzione alla Psicoanalisi di Freud: La
psicoanalisi di Freud e le correzioni necessarie. Lo scritto comincia
con una dichiarazione che non è più così attuale: “estate, tempo di riletture.”
Tuttavia, considerando le cose nella giusta prospettiva storica, sei mesi di
distanza non aggiungono praticamente nulla ai novanta anni che ci separano,
più o meno, dalla data di pubblicazione di quel testo. Nelle mie riflessioni,
mi avvicino con rispetto ad un monumento della letteratura psicoanalitica, ma
anche con il dovuto disincanto.
Eleonora Aquilini sta diventando un ospite fissa della rubrica Psicologia, scuola
e formazione: questo dipende dal suo particolare talento nel coniugare la competenza
dell’insegnante e della studiosa di didattica con la straordinaria sensibilità
psicologica nei confronti degli allievi e delle difficoltà che si incontrano
ogni giorno a scuola. In C’è una geografia dell’anima…,
Eleonora ci parla del difficile rapporto che gli adolescenti stabiliscono con
l’istituzione e del delicato e insostituibile ruolo che l’insegnante può giocare,
approfittando e movendosi con libertà nello spazio privato e transizionale del
rapporto insegnante-allievo, una zona franca fra ribellione e istituzione nella
quale, a volte, si può evitare la drammatica trappola dello scontro frontale.
Un discorso a parte merita la presentazione del libro di Roberto Filippini,
Avventure e sventure del narcisismo. Ringraziamo l’autore per averci concesso
la riproduzione di alcune illuminanti pagine che riguardano gli Aspetti
della relazione narcisistica e rimandiamo completamente il commento alla
rubrica “recensioni”,
dove Alberto Lorenzini riferisce della propria lettura del libro, oltre che
della lunga esperienza personale di amicizia e di inquietante gemellarità psicologica
con l’autore stesso.
L’articolo del giovane Jacopo Bellazzini riguardante “Il
problema ecologico e i costrutti collettivi” ci avvia in un ambito che sarà
quanto mai di riferimento e di attualità negli anni a venire e che si potrebbe
tradurre semplicemente con “come verrà intesto il problema dei problemi, che
precede anche la famosa struttura marxiana, perché ha il suo focus nella natura
di cui siamo fatti, se vogliamo continuare ad essere?”.
Stefano Paolo Fratini aggiunge ancora
un tassello alla sua attività di psicologo che lavora con le persone affette
da diabete, con i loro familiari e con i medici che si occupano della malattia
e ci offre un’altra volta un’idea di come la salute vada intesa come attenzione
“intera” alla persona.
“Un vasto campo” racconta
di nuovo gli orrori della guerra in un ambito di viltà e crudeltà che pensavamo,
noi prima generazione che non aveva vissuto i conflitti, dopo il 1945, non potessero
esistere. E invece sono ricomparsi sulla scena europea (anche i territori degli
Slavi del Sud sono Europa).
Con “L’angolo GiocoFiaba” Federica Vannoni
ci presenta la possibilità di coinvolgere i bambini in un’attività espressiva
emotivamente molto “attiva” e interessante. Un particolare ringraziamento a
Federica che ci ha inviato il suo articolo.
“Sceneggiature della Pische”, col film “Le
vite degli altri” di Von Donnesmarck ci offre uno spaccato di un percorso
di formazione che potrebbe essere letto come un percorso terapeutico, dal chiuso
di una nevrosi ossessiva ai gesti aperti di una sofferta libertà conquistata.
Mariangela Bucci Bosco, con l’articolo
che riporta il suo intervento al Congresso IACP di Palermo del 2-3 novembre
2007 e la sua breve presentazione del libro che raccoglie il testamento di Rogers,
ci riporta in quell’ambito umanistico al quale, anche senza un esplicito riconoscimento,
devono molto gli indirizzi terapeutici di attualità.
Giovanni Lancellotti
psicologo-psicoterapeuta
per SCRIPT Centro Psicologia
Umanistica PISA
E-mail: giovannilance@tiscalinet.it
Alberto Lorenzini medico psicoterapeuta.
E-mail: alberto.lorenzini@gmail.com
